Martedì, 18 Maggio 2021

Uomini lupo

Il Wehrwolf ( Hermann Löns. Herrenhaus edizioni, 2000)

lonsIn un paesaggio lavorato dall'uomo irrompono i demoni della distruzione, come "un picchio che si è avventato sul formicaio".

E' questo il paesaggio evocato dallo scrittore tedesco Hermann Löns (1866-1914) nel suo romanzo il Wehrwolf, la landa di Luneburgo o, più da vicino, il villaggio di Oedringen ricavato da mitici antenati nell'oscura terra di un tempo e di uno spazio remoti in cui "orso e lupo erano signori della terra e regnavano su ogni altro animale". I contadini di Oedringen, che né a Varo né a Carlo Magno consegnarono la propria libertà, conoscono all'inizio del secolo XVII (Guerra dei Trent'anni) la minaccia delle soldatesche mercenarie; Svedesi, Croati, Danesi, Italiani saccheggiano i villaggi, danno fuoco alle fattorie, la morte cavalca di contrada in contrada, strani segni appaiono nel cielo.
Ancora una volta bisogna sapere tragicamente mettere in salvo ciò che si ha, il proprio luogo nel mondo, la propria identità, senza perdere - per usare le parole del poeta tedesco Andreas Gryphius contemporaneo ai fatti narrati - "il tesoro dell'anima", e proprio in questo momento i pacifici contadini di Oedringen decidono di diventare Wehrwölfe, i "lupi da difesa", i maschi che difendono la comunità dall'annientamento. Nel 1942 Ernst Jünger rileggendo sul fronte russo Il Wehrwolf osservava che "malgrado quella maniera xilografica, la descrizione risente dell'antico nomos". Forse proprio questa implicita constatazione della antichità assoluta della guerra rende attuale il libro di Löns nel mondo postmoderno, in cui scenari di primitiva violenza sono costante presenza sui telegiornali.

Andrea Sandri 

impiccato

I selvatici contadini della Landa di Luneburg, durante la Guerra dei trent'anni, furono costretti, come racconta il romanzo IL WEHRWOLF diHermann Löns a difendersi coi metodi più feroci,a cominciare dall'impiccagione di chi infestava i loro boschi.