Martedì, 18 Maggio 2021

Tutto su mia madre

P. Almodovar, Spagna 1999

Pochi giorni dopo aver visto "Fight Club" ho visto il film "Tutto su mia Madre" di Almodòvar. Mi è piaciuto molto ed ho pensato di scrivere due righe perché, a mio parere, è uno spaccato molto interessante della società matrizzata. Nelfilm il "maschile" non si vede ma lo si percepisce molto "in negativo". Si capisce cosa dovrebbe essere perché si vede bene com'è un "mondo" tutto al femminile. Tutto il racconto è pervaso di femminile, di donne e di uomini che vogliono sembrare donne. L'unico maschio anziano che abbia qualche attinenza con la vicenda è totalmente rincoglionito e, tutto sommato, disprezzato perché s'intuisce che comunque, anche prima della malattia, era una perfetta nullità.  Insomma si "respira" un "mondo" in cui manca qualcosa di fondamentale, il maschile non esiste, è totalmente e drammaticamente assente. C'è la presenza di un maschile edulcorato, perverso e malato proprio perché rifiuta e non accetta la propria identità. Nella conclusione del filmsi accende la speranza con il piccolo neonato "maschio". E' un maschietto forte, tanto da superare l'AIDS trasmessogli dal "famoso" (sempre lo stesso!) padre mostruoso e malato, tuttavia, anche lui, come il fratello dell'inizio del film, non avrà un padre e dovrà crescere in un mondo dominato dalle donne.