Venerdì, 07 Maggio 2021

Il Selvatico e la globalizzazione - 3

Ancora prevale una specie di riflesso condizionato, per cui chi critica una parte automaticamente diviene sostenitore dell'altra. Se si critica il movimento si diventa sostenitori di Berlusconi e viceversa. Non è così. 


1) Non esistono nell'occidente "democratico", prospettive reali di fascismi o comunismi su cui scannarsi. Chi è oggi Allende e chi Pinochet?  Esiste invece la condivisione da parte di "destra" e "sinistra" del sistema di valori su cui questo sistema economico/sociale si fonda. Chi poi, come i ragazzi del movimento, ritiene che il profitto non debba essere alla base di tutto, condivide tuttavia l'esigenza di una "globalizzazione" (ma dal basso, sostengono), di una universalizzazione del concetto di diritti umani così come inteso in occidente, ed anche la fede nel progresso scientifico  (salvo contraddirsi quando lo ammettono per le manipolazioni genetiche sull'uomo, sugli embrioni, sulle fecondazioni artificiali, ma lo negano sulle piante). Senza capire che tutto è connesso , che il governo mondiale della globalizzazione lo farà il capitale e che sperare di rovesciarne il senso usando le sue stesse categorie è pura illusione. Così come credere che la cosiddetta universalizzazione possa preservare identità e culture diverse.  Rilevare questo non ha nulla a che fare con lo schierarsi col governo o col suo apparato poliziesco (che peraltro è lo stesso del governo precedente). E', al contrario, porsi radicalmente fuori e contro questo sistema e criticarlo nei suoi presupposti profondi, senza poter essere catalogato né di destra né di sinistra. Casomai come "reazionario", contro questa modernità che tutti inseguono come un miraggio buono in sé. Ma questo è un vanto.
Globalizzazione inarrestabile e quindi solo correggibile? Se pensiamo questo abbiamo già perso tutto. Ma se anche fosse così nessuno può convincermi della sua bellezza o giustezza. Vedremo. Che poi i giovani del GSF e varie sigle siano in buona fede ed esprimano istanze encomiabili è altro discorso, che non ci esime comunque dal dovere di dire quello che soggettivamente pensiamo.

Armando Ermini


Cari amici, continuo in TV a vedere scene da Full Metal Jacket girate a Genova. E non da Kubrick ma da Real TV. E non mi piace per niente. Ecco di seguito il mio pensiero e scusate se l’ho messo in questa forma di “lettera al Direttore”: mi è saltato fuori così.

Terra di libertà

Caro Berlusconi, ti ho votato esclusivamente per il tuo garantismo liberale e democratico. Così come   tutta quell’area di centro e centrosinistra che ne aveva piene le scatole dello stato etico (e illiberale) femmicattocomunista e sogna una autentica aria liberale. Su questo non smentirti. Diciamo da oggi in poi, visto quello che è successo ieri? Forze oscure hanno tramato contro di te? rossi e neri uniti nella lotta contro la tua immagine, la tua coscienza e buona volontà di liberale? Penso di sì. Accetto anche che alla fin fine si rivelino balle le tue dichiarazioni su disoccupazione, tasse e ripresa economica: non sei indovino né onnipotente. E i soldi non sono tutto. Ti auguro però, come capo del governo, di essere sincero e coerente sulla difesa dei diritti attinenti alla libertà e al rispetto della persona: questo dipende proprio da te ed è l'unica cosa che conta. Altrimenti, temo che ti verrà politicamente a mancare la terra su cui poggi. E molto presto. E mi spiace molto.

Cesare


Riguardo il G8, mi spiace sia per il morto, come a Giancarlo, ma anche per il poliziotto che ha sparato, (oltre alla paura del momento chissà
i sensi di colpa). Se cercassero di tirarmi dietro un estintore, al momento probabilmente io come tutti avrei reagito come il carabiniere.
La politica muove tutto; questa a mio avviso è un fattore individuale. Come la musica o le partite di calcio, ognuno può vederla in maniera
differente e andare tutti d'accordo (i miei migliori amici sono tutti di Rifondazione comunista, io personalmente sono di estrema destra).
Avere idee diverse non vuole dire però comportarsi come gli hooligans (destra), o i leoncavallini del G8 (sinistra) che si ammazzano di botte per imporre la propria ideologia (e la propria violenza) agli altri.
La cosa che non mi piace della sinistra, oltre al fatto di avere da sempre sostenuto il femminismo e l'emancipazione della donna, è il concetto marxista (risultato della rivoluzione industriale) di parificazione della società; è vero che al mondo ci sono i ricchi e poveri, e che si muore di fame. Non si può però "parificare" tutto: alunni con professori, figli con genitori, donne con uomini, altrimenti si dimentica la "diversità" tra gli individui, accadono un sacco di casini. 
Se il mondo è arrivato allo sfascio a questo modo è stata colpa soprattutto di questa ideologia, e Claudio ha ragione quando dice che lo sfascio del mondo deriva dalla rivoluzione industriale.

Ciao a tutti.  Andrea


Cari amici, mi sembra giusto proporvi queste righe:

“ Quando l'individuo si tormenta, cercando una soluzione o una via di scampo, rivela col suo comportamento di essere conscio dell'imminenza e della gravità del pericolo… Il terrore che lo desta di soprassalto nel cuore della notte, sebbene egli viva in paesi opulenti e pacifici, é naturale, così com'é naturale il capogiro di chi scorge l'abisso davanti a sé. Sarebbe insensato cercare di persuaderlo che l'abisso non esiste. E anzi, quando uno cerca consiglio in sé stesso, é bene che ciò avvenga proprio sull'orlo dell'abisso;

....
E' utile in ogni caso avere davanti agli occhi la catastrofe, e il modo in cui potremmo esservi coinvolti. E' un buon esercizio intellettuale. Affrontarlo nel modo giusto serve a mitigare la paura, primo importante passo verso la sicurezza. Gli effetti, oltre che personalmente benefici, prevengono anche il pericolo, dal momento che le probabilità della catastrofe si riducono nella stessa misura in cui nel singolo diminuisce la paura.

….

La nave rappresenta l'essere temporale, il bosco l'essere sovratemporale. Nell'epoca del nichilismo, la nostra epoca, si é diffusa l'illusione ottica per cui il movimento sembra acquistare importanza a spese dell'immobilità. In realtà.......l'uomo che riesce a penetrare nelle segrete dell'essere, anche solo per un istante, acquisterà sicurezza: l'ordine temporale non soltanto perderà il suo aspetto minaccioso, ma apparirà dotato di senso. Chiamiamo questa svolta  passaggio al bosco e l'uomo che la compie Ribelle (waldgänger = il proscritto che passa al bosco).

....

Nell'antica Islanda, il passaggio al bosco seguiva la messa al bando; e in quel modo l'uomo proclamava la propria volontà di affermarsi con le sue forze.

Ernst Jünger, Trattato del Ribelle, Adelphi

Su questo tema, molto bella la riflessione di Roberta De Monticelli in "Dal vivo" pp.50 ss.
La salvezza non sta nella nostalgia, nel desiderare un passato che non tornerà più, ma piuttosto nella consapevolezza di partecipare di un ordine cosmico. Ma perché questa consapevolezza divenga un'esperienza è necessaria la morte dell'Io. "Che lungo purgatorio sarà liberarsi di lui, della sua violenza e della sua dolcezza. Liberare di nuovo l'anima dall'io. Tornare ad essere uniti a questa terra... Ma arrivare a questo, è passare per più di una morte".
Si accede così ad una dimensione che ha più le caratteristiche dello spazio, che non quelle del tempo. Passaggio al bosco e alla natura è anche questo saper uscire dal tempo ... come l'albero che a differenza della casa non ha stile che passi di moda e, una volta cresciuto, è sempre identico a se stesso. Come le montagne...anche quando i ghiacciai si ritirano…

Paolo Ferliga


Per un approfondimento del dibattito global/no global vedi i contributi presentati nella sezione
GLOBALIZZAZIONE: SE LA CONOSCI EVITI LEI, E I SUOI FINTI NEMICI

nel sito www.claudio-rise.it