Venerdì, 07 Maggio 2021

Lo sciame, il gruppo e la società dei consumi

Di A. Ermini

Su Liberazione del 21/2/07, appare un articolo del teorico della società “liquida”, il sociologo Zygmunt Bauman, da cui si possono trarre spunti tanto stimolanti quanto eterodossi rispetto alla linea culturale di quel giornale.
Bauman, che riassume le tesi contenute nel suo libro di prossima pubblicazione, “Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi” (edizioni Erickson), vi sostiene che una caratteristica della modernità è la sostituzione del gruppo, con i suoi leader e le sue gerarchie, con gli sciami, raggruppamenti mobili e provvisori, che sorgono e scompaiono in funzione di obbiettivi momentanei e mutevoli. Gli sciami non hanno bisogno di una forma definita ma solo di “una direzione di fuga che in se stessa determina la posizione dei leader e dei seguaci per la durata di quella traiettoria, o almeno per una sua parte”. Nello sciame non esiste né divisione del lavoro, né la presenza di specialisti o di persone dotate di particolari capacità da insegnare ad altri. Non c’è “né scambio, né cooperazione, né complementarietà, solo prossimità fisica e una generale direzione di movimento”. I partecipanti traggono sicurezza sulla direzione del volo non più dal leader, ma dal numero e dalla certezza che tante persone “non potrebbero essere ingannate”.
Per conseguenza non esistono eretici o ribelli, ma solo disfattisti e pasticcioni, che una volta usciti dal perimetro dello sciame sono “perduti o smarriti. “
E’ una descrizione che mi sembra ricalchi la natura dei “movimenti”, di cui gli stessi si compiacciono per contrasto ai vecchi gruppi gerarchici di estrazione maschile, e molto più aderenti e adatti alla partecipazione femminile. Raggruppamenti orizzontali e senza gerarchie fisse, che si autoconvocano per mezzo della rete, si compattano su un obbiettivo e poi si sciolgono per ritrovarsi di nuovo in un tempo futuro. Tipico sciame di questo tipo è stato, per fare un esempio, il movimento dei girotondini.
Sennonché, continua Bauman, la forma di aggregazione dello sciame è tipica della società dei consumatori, essendo il consumo “attività solitaria anche quando avviene in compagnia”, e non stimola la formazione di legami duraturi, ma solo occasionali e superficiali.” Quel che in passato ha tenuto uniti i membri di un nucleo familiare attorno a un focolare e ha reso il focolare lo strumento di integrazione e affermazione della famiglia, è stato in larga parte l’aspetto produttivo del consumo”, ossia il fatto che ciò che univa la famiglia era la collaborazione in un unico processo produttivo di cui la riunione serale per la cena condivisa era l’ultimo atto. L’invenzione del fast food e pratiche connesse, non solo segna la fine del momento del consumo condiviso, ma “indica anche l’irrilevanza dei legami umani nella società dei consumi della modernità liquida”.
La società dei consumatori, per Bauman, si fonda sullo stimolo del desiderio che deve però rimanere eternamente insoddisfatto, pena la fine del mercato, dell’industria e della società dei consumi stessa. In questo senso “ i lavoratori tradizionali del passato, che erano facilmente soddisfatti e non desideravano lavorare più di quel che era necessario per mantenere il loro normale stile di vita, erano una minaccia” e un ostacolo, così come una “visione più sobria e realistica della possibilità di soddisfazione dei desideri”.
Descritte poi le tecniche con le quali si riesce a far si che i desideri non possano mai venir soddisfatti del tutto, Bauman conclude che un’altro fondamentale carattere delle nostre società, è quello di assorbire e riciclare il dissenso attraverso l’integrazione nel sistema degli atteggiamenti e dei comportamenti che potenzialmente lo farebbero esplodere e che definisce “trascendenti", i quali oltre a essere resi inoffensivi,” vengono anche trasformati in strumenti per la riproduzione del sistema stesso”.
C’è indubbiamente materia su cui riflettere. Riassumendo, La moderna società dei consumi:
a) rompe i vincoli e i legami familiari duraturi
b) Vede negli stili di vita sobrii, tipici del passato, l'ostacolo principale al suo svilupparsi perenne.
c) rende l'individuo, privo d'identità, perennemente insoddisfatto e alla ricerca di qualcosa che si illude di trovare nelle merci
d) Sostituisce al gruppo che si regge intorno ad una idea, ad un leader, ad una gerarchia, l'associazione mobile ed effimera dei consumatori, lo sciame,
su cui sono modellati anche i movimenti di contestazione.
e) depotenzia i comportamenti anomali inglobandoli e rendendoli funzionali al suo sviluppo.

Se ne deduce che la vera alternativa a questa società sta da un'altra parte rispetto a chi ne assume riferimenti culturali e modelli organizzativi. Sta dalla parte di chi, in qualche modo, capisce la necessità che non sia disperso il patrimonio di millenni di civiltà e tenacemente cerca di riannodare qualche filo. Non per guardare all'indietro, ma perchè se si perde la memoria dell'origine si perde anche la direzione verso la meta, esattamente come gli sciami.

[19 marzo 2007]