Venerdì, 07 Maggio 2021

Dalla sanguigna Spagna

Dalla sanguigna Spagna terra di nobili massacri, di fantastici estremismi, e di feroci scontri con i mulini a vento,

giunge un’eco, raccolto dalla libreria delle donne di Milano, della nostalgia delle rassicuranti quanto violente semplificazioni ideologiche del Novecento. Si tratta di un bel manifesto di mille intellettuali maschi, pentitissimi in nome altrui, che invocano leggi speciali contro il genere maschile: maschio uguale violenza contro la donna con la conseguente definizione del reato di “terrorismo di genere maschile” e suo inserimento nel codice penale e nella Costituzione.
Sei maschio? dunque per la Costituzione sei un presunto terrorista di genere. Attendiamo mille donne che firmino, in nome dell’affetto per il buon senso, e per le pari opportunità, un analogo manifesto di autoaccusa e relativo reato per terrorismo femminista contro il genere maschile.
Del resto come reprimere ancora a lungo il desiderio di quei bellissimi processi, per esempio le purghe staliniane anni trenta, dove mille e più intellettuali processavano dalle curve nord e sud dei tribunali del popolo, il male. E così efficaci da riuscire a trasformare in realtà per le masse, la tragica farsa didattica di tutti i processi ideologici: il male si pente di fare il male e il bene può finalmente manifestare il suo odio contro il male e commettere violenze ed omicidi motivati dall’amore. La fatica di capire che cosa è il bene? non interessa! Tanto lo si scopre cinquant’anni dopo solo quando e se si possono aprire dossier, galere e fosse comuni.
Ecco allora i superpentiti a chiedere un superstato autoritario a regolare i rapporti tra uomini e donne, auspicando orrende invasione dello Stato nella sfera più intima: la dimensione affettiva nella coscienza degli individui. Con un unico sogno: essere infantilmente gestiti da funzionari statali. Oggi l'erosione dello Stato di diritto e delle conseguenti libertà ha un nome: si chiama "azioni positive". Costoro che non si fidano più nè di se stessi come maschi nè delle donne, vissute come inermi ed incapaci di ogni forma di autonoma relazione con il maschile, hanno stima zero non solo di se stessi ma principalmente delle donne.
Più che un gruppo di intellettuali che ha firmato un manifesto sembrano una richiesta di aiuto contro la propria incapacità di vivere con serenità il rapporto con se stessi e con l'altro genere così come si dà nella realtà. Il loro manifesto assomiglia tremendamente agli atti di accusa e di autoaccusa scritti e sottoscritti in tutti i tribunali speciali che la Storia tristemente ha messo in atto. Tribunali che vedevano gli accusati di accuse generalizzate e per questo infondate, chiedere, coatti al pentimento, di essere aiutati nientedimeno che dal potere dello Stato o del Partito o della Setta, a fare di volta in volta i "buoni e i bravi" secondo il modello imposto dal potere. Segno della degradazione intrinseca e degli effetti degradanti dell'ideologia che li ha costretti a concepirlo, fimarlo e renderlo pubblico più ancora della degradazione di chi li ha firmati.
Invece di un concreto, personale, responsabile e libertario richiamo a ritrovare la strada di un naturale e felice incontro tra i due generi, non trovano niente di meglio che accusare un genere di sistematiche nefandezze. I maschi il proprio e le femmine l'altrui, evidentemente in pieno delirio di onnipotenza che fa loro dimenticare ogni violenza e ogni male al femminile. Polarizzando con una violentissima e irresponsabile semplificazione il bene e il male rispettivamente sul femminile e sul maschile. Come in tutte le operazioni di criminalizzazione di una categoria, tramite l'ideologia viene assunto a sistema quello che è episodico, il fatto di cronaca nera diventa "attitudine naturale" della categoria da criminalizzare, la teorizzazione dell' "attitudine naturale" giustifica l'invocazione alle leggi speciali e la conseguente repressione e violenza istituzionale. In questo modo si sono lanciati i pogrom contro gli ebrei, i linciaggi del colonnello Lynch contro i neri, le campagne di sterminio degli indiani di America, l'eliminazione dei piccoli proprietari terrieri in Russia, tutti coloro che nella Storia sono stati prima ghettizzati e poi massacrati perchè criminalizzati dall'ideologia al potere.
Con il medesimo metodo consapevolmente applicato, in Italia è già in corso da un paio di decenni una progressiva erosione delle garanzie costituzionali e giuridiche a difesa dei diritti delle persone e del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Con effetti estremamente negativi per la libertà, la dignità , e la condizione psicologica di entrambe i generi. In queste anime belle alberga il sogno di una superstruttura aggressiva e violenta quanto protettiva. Da sempre purtroppo questi sogni sono poi diventati tragiche realtà: sono stati utilizzati dal potere per avere mano libera nel violentare la libertà e la dignità degli individui. Ieri era l'ideologia nazifascita e comunista utilizzata allo scopo, oggi è l'ideologia femminista.
Falliti i kolkoz comunisti per lo sviluppo nelle campagne della produzione agricola, sognano i kolkoz femministi per lo sviluppo nel cuore dei buoni sentimenti di genere.
Auguri!

[16 marzo 2005]