Martedì, 18 Maggio 2021

Al potere, ma si sentono sempre vittime

Gent.Li Maschi Selvatici,

vi scrivo per avere una vostra opinione su due notizie di cui negli ultimi tempi si è sentito parlare spesso:

1) in Liberia è stata eletta come presidente una donna, la prima nella storia di quel paese. Andata al potere, colei che dagli "analisti occidentali" è stata subito acclamata come una sorta di eroina femminista, ha già da subito fatto capire quali idee le frullano in testa:

-nel suo primo discorso pubblico la presidentessa ha subito dichiarato che "finalmente per la Liberia è arrivato il tanto atteso lieto fine, dopo un lungo e duro cammino, il che segnerà un nuovo inizio per le Donne africane". Il lieto fine dovrebbe essere lei. Poi ha continuato promettendo al popolo che s'impegnerà affinchè "la brutale, corrotta e maschilista storia della Liberia giunga al termine". Ha poi continuato:
"Oggi segna l'inizio di un nuovo viaggio per la storia della nostra nazione, una storia che ha significati che vanno molto oltre i nostri stessi confini: l'elezione democratica della prima presidente Donna inAfrica".
E ancora: "Abbiamo fatto a pezzi la teoria del soffitto di cristallo, e spero che le donne diventino attive negli affari politici e civici sia qui che altrove".
Sembra un discorso uscito fuori da una femminista occidentale, che sia stato scritto da una di queste?
E come può una donna appena eletta come Presidente di una nazione parlare di
"soffitto di cristallo" ?

2) sempre oggi leggo un'altra notizia che definire falsa e pericolosa (per gli allarmismi che potrebbe creare, nonchè per la demonizzazione di un intero genere: quello maschile) è un eufemismo:

ANSA- Ricerca in 10 Paesi su 24 mila persone
Oms: 1/3 donne vittime di violenza(ANSA) - ROMA, 24 NOV -
Una donna su tre nel mondo e' a rischio di violenza fisica o sessuale e avrebbe esperienza nella vita di qualche forma di vittimizzazione.E' l'allarme lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) dopo uno studio basato su colloqui con 24 mila donne in 15 siti di 10 paesi: dalla Tanzania al Brasile, dal Giappone alla Serbia-Montenegro.
Gli esperti chiedono politiche di prevenzione della violenza, che promuovano la coscienza sociale del problema.© Ansa

"O qualche forma di vittimizzazione". Esiste qualche essere umano, o anche animale, in questo pianeta che non abbia MAI subito una "qualche forma di vittimizzazione" in tutta la sua vita ?

Un Caro Saluto.

Davide
Mario Lodola
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Caro Davide,
non abbiamo obiezioni di principio sul fatto che una donna si presenti alle elezioni e giunga a posti di alta responsabilità nel governo del suo paese. Se è capace e brava, ben venga, come ben venga uno statista maschio capace e bravo. Che l’elezione di un presidente donna sia avvenuta in un paese “maschilista” come la Liberia è la dimostrazione più lampante che il vittimismo dell’esclusione e del “soffitto di cristallo”, e la conseguente richiesta di accessi facilitati per legge come le famigerate quote rosa, non sono un mezzo per riparare ad una ingiustizia ma una richiesta di privilegio.
E’ senz’altro legittimo auspicare un maggior numero di donne in politica, ma il problema, se esiste, è culturale e non può essere risolto per legge. Se le donne si impegnano (le iscritte ai partiti continuano ad essere una netta minoranza), se fanno vita politica e dimostrano capacità di attrarre elettori, nessun partito sarà così stupido da escluderle perché donne.
Al contrario, qualsiasi legge che stabilisce la rappresentanza obbligatoria per genere, non solo è immediatamente discriminatoria verso chi si impegna, è capace, e rischia l’esclusione solo perché non appartiene al sesso giusto, ma è pericolosa in linea di principio.
Infatti, o si ritiene che le donne rappresentino meglio degli uomini gli interessi generali, e allora saremmo in piena discriminazione sessuale antimaschile di sapore razzista, oppure si ritiene che la rappresentanza femminile farebbe meglio gli interessi di “genere”, scadendo in una sorta di “neocorporativismo”. Ma allora perché non prevedere le quote per gay, quelle per gli islamici e così via? Ed ancora, sempre in base al medesimo principio, perché non prevedere le quote riservate in ogni professione dove un genere o una categoria è sottorappresentata, come per esempio gli insegnanti maschi?
A noi sembra una strada sbagliata e dirigista, che porrebbe molti più problemi di quanti ne risolverebbe.
Quanto alle ricorrenti campagne sulla violenza maschile, sul sito ci siamo espressi più volte. Non per negare il fenomeno, ma per contestare i metodi d’indagine, e soprattutto per il fatto che si tratta sempre di ricerche a senso unico. Molto di recente, sul quotidiano Libero e sul settimanale D Donna sono apparsi dati, peraltro disponibili già da anni, che dimostrano come una larga quota delle violenze domestiche colpisce anche gli uomini, ad opera delle donne. Ben vengano questi dati se saranno utili a far riconsiderare il fenomeno nel suo complesso, a prescindere dal pregiudizio ideologico che vede le donne esclusivamente nelle vesti di vittime e gli uomini in quelle di carnefici. Eppure i dati complessivi sugli episodi violenti dimostrano che gli uomini rischiano più delle donne, e certamente la violenza è violenza, chiunque la subisca e chiunque la eserciti.

I maschiselvatici

[05 dicembre 2005]