Martedì, 18 Maggio 2021

Amicizia chiacchierata

La vera amicizia ha un sesso! 

Se non lo dico a voi...non so veramente a chi rivolgermi. Vado subito al nocciolo della questione: un uomo può voler bene ad un altro uomo? Voi potreste rispondermi che questa è proprio l'essenza della vera amicizia esolidarietà al maschile.
BAH! Tutto bello sulla carta, ma è merce impossibile da trovare sul mercato.
Riformulo la domanda in questo modo allora: è possibile trovare un uomo in grado di non farsi condizionare dalle pressioni esterne e continuare un vero rapporto di amicizia con un altro uomo? In grado di dar retta a quello che sente all'interno e di non sottostare a quanto sente all'esterno?
Due donne che sono amiche sono l'incarnazione della bellezza dei rapporti umani. Due uomini sono due ricchioni. E non sono solo le donne a fare stupidi commenti e false illazioni. Bensì anche gli uomini contro gli uomini.
E chi può resistere a una tale pressione? Nessuno!
Nella mia storia personale (ho 31 anni) solo pochi si sono avventurati in rapporti che andassero oltre alla "birra il sabato sera" e in argomenti che andassero oltre alla "f..." (certo, perchè anche i discorsi sono dedicati alle donne...o a una parte di loro). Ma nessuno ha mai rotto la barriera del "volersi bene". Ovvero, insieme fino a quando...arriva LEI. Una specie di lavoro interinale, di body rental. Io ti riempio le serate e tu le mie. Stop.
Quello che si autodefiniva il mio migliore amico non ha saputo reggere a una cosa del genere. Tutto bene il sentirsi, l'uscire, anche qualche dichiarazione di fedeltà e affetto (leggendo mooolto fra le righe)...ma niente discorsi seri per carità e soprattutto niente pretese e nessuna menata. Il ragazzo voleva "gente allegra attorno". Notare che si è piantato con una che piangeva quando lui voleva vedere gli amici. E sono rimasti assieme 8 anni!!
Quando una volta gli ho chiesto da che cosa potevo capire che lui ci tenesse alla nostra amicizia lui scandalizzato mi ha detto: "possibile che tu non lo veda? Ad esempio portiamo a lavare la moto assieme!!!" Quando gli ho detto che speravo che una donna non ci avrebbe separato, lui ha risposto:
"Sai...dipende da lei". Dipende da lei??? Ma vi rendete conto??? I miei gesti di affetto dovevano rimanere clandestini (per gesti intendo favori o oggetti...una mano sulla spalla sarebbe stato hard sex) mentre due donne possono massaggiarsi sotto una doccia in pubblico e oltretutto scatenano la pubblica approvazione!
Questo mio "migliore amico", dopo una litigata pretestuosa, non mi rivolge più la parola (da tre mesi) e non ha avuto nemmeno il coraggio di darmi una spiegazione. Ora sarà concentratissimo sotto un ombrellone a dire la sua sugli shampo o a portare tremila stuoini, accessori, oggetti indispenbili al mare tipo un minipimer, o a pagare qualche cosa alla pulzella di turno che con occhi di cerbiatta, in mezz'ora, avrà più attenzione e calore umano di quanti ne potessi avere io promettendo un rene nella necessità di un trapianto.
Mi sento svilito come uomo. Tutti gli uomini, amici e non, ti fanno sentire meno di una donna, anche di una piatta, anche con le doppie punte. Non degno di affetto, non degno di contatto e calore umano, non degno di aiuto, non degno di tempo, non degno di priorità. Questo mio amico forse sentiva dell'affetto? Forse. Ma se lo è bello ingoiato perchè troppo scomodo. Ma che schifo di mondo è questo?! Ma allora siamo già tutti fuchi da riproduzione. Le donne sono riuscite a condizionarci in modo da averetutta la nostra sfera emotiva! Bel futuro che ci aspetta.
Per chiudere, ma ne avrei ancora sul gozzo, volevo dire quanto giusto due ore fa mi è successo. Con un mio collega, che conosco da due mesi, ci siamo sentiti qualche volta durante queste ferie. Questo collega è via con la rispettiva, il suo migliore amico e la rispettiva di questo. Il suo migliore amico cosa ben ha pensato di dire??? "Ma cosa avete da dirvi voi due frocetti?" E chi me lo ha fatto sapere? Ovviamente il collega, preoccupato dello scandalo, che da ora prevedo mooolto più freddo. Che figata di mondo!!!!

Lettera firmata


Caro amico,
le donne, scrivi, hanno tutta la nostra sfera emotiva. Purtroppo è proprio così, anche se forse la causa va ricercata più all’interno di noi stessi che nel condizionamento femminile, che certamente esiste, ma a cui non abbiamo saputo o voluto opporre resistenza. Provare affetto, e dimostrarlo, per un altro uomo, non è cosa poco virile o sconveniente.
Significa, al contrario, amare il proprio genere ed identificarsi compiutamente in esso, assumendone anche il lato emotivo. E’ un passaggio fondamentale per la conquista dell’autonomia dal femminile, che per il giovane uomo significa prima di tutto indipendenza emotiva dalla madre. Senza questo distacco la dipendenza materna sarà riproposta in forme analoghe verso ogni donna con cui il maschio entrerà in contatto affettivo. Facile prevedere esiti disastrosi, non solo per l’uomo eterno figlio, ma anche per la donna. La sua “vittoria” sarà in realtà solo apparente; vedrà soddisfatta la sua onnipotenza grandematerna, ma sarà in realtà sconfitta la sua femminilità profonda che richiede un maschio integro ed autonomo, che sappia stare in piedi da solo.
Che l’ amicizia fra uomini rimanga sul piano affettivo o sfoci anche in rapporto sessuale come accadeva spesso nel mondo classico senza che la virilità del guerriero fosse messa in discussione, dipenderà poi da diversi fattori personali e culturali. In ogni caso, come ben spiega Claudio Risè nel suo libro “Il maschio selvatico”, l’amore per il proprio genere implica anche un contenuto omosessuale che non spaventa chi è tranquillo della propria virilità, ma solo chi non ne è intimamente certo. Costui farà della ricerca ossessiva della donna e della sua approvazione una ragione di vita, ostentando magari un machismo di facciata. E’ quello che accade spesso nel nostro mondo, che contrariamente alle apparenze ed a quanto comunemente si legge, è dominato dall’archetipo della Grande Madre. Sia la paura dell’omosessualità col suo corollario di machismo, sia l’ostentazione decadente e carnevalesca dei vari Gay Pride, sono due aspetti opposti ma convergenti di una società che non sa e non vuole educare i giovani maschi ad una virilità piena, autonoma e consapevole.
Ed è ben vero quello che tu scrivi sull’ostilità indifferenziata che provoca l’amicizia fra maschi. Chi ti scrive ha assistito questa estate al tentativo da parte dei genitori di allentare fino a romperla una amicizia intensa fra due adolescenti coetanei, perché a loro dire era “troppo stretta” ed un po’ “inquietante”. Non si immaginano neanche, costoro, quanto turbamento hanno provocato nel delicato processo evolutivo dei ragazzi e quanti fantasmi hanno iniettato nella loro mente.
Comunque vogliamo incitarti a non perdere le speranze. Coltivare una amicizia vera è difficile ma non impossibile. Anche soltanto il fatto di aver individuato una sponda, un interlocutore cui ritieni di poter affidare i tuoi pensieri e stati d’animo, è testimonianza che qualcosa esiste.

Maschi Selvatici