Venerdì, 03 Dicembre 2021

Dal Washington Times: la violenza domestica è maschile?

Negli USA non esiste alcuna epidemia di violenza domestica contro le donne. Anzi, nel 1999, il mensile femminista socialista Mother Jones (che certo non può essere tacciato di maschilismo) scriveva che le "donne ammettono di utilizzare la violenza nelle loro relazione più frequentemente degli uomini" e che le "le donne sposate colpiscono il proprio marito almeno con la stessa frequenza con gli uomini sposati colpiscono la propria moglie".

Tuttavia, il braccio politico del femminismo americano, il NOW - National Organization for Women, continua a negare l’evidenza.
Nel suo libro Women Can't Hear What Men Don't Say, il giornalista Warren Farrell, unico uomo ad essere stato eletto per ben tre volte nel consiglio direttivo del NOW - un vero e proprio femminista pentito - ha messo insieme una bibliografia di studi, che va indietro fino agli anni settanta, che dimostrano l'esistenza della violenza femminile. Nella stessa direzione va la ricerca bibliografica del Professor Martin Fiebert della California State University (ben 117 studi censiti).
L'isteria della violenza domestica ha soprattutto l'intenzione di separare i bambini dai propri padri. Infatti, la giornalista del National Post Donna Laframboise ha investigato i centri di accoglienza per le così dette donne maltrattate, negli USA e in Canada, e ha scoperto che in realtà sono degli "one stop divorce shops": luoghi dove le donne che vogliono liberarsi del marito vanno per farsi fabbricare un castello accusatorio, che invariabilmente contiene false accuse di violenza e molestie. L'intento è quello di escludere il marito dalla famiglia e dal contatto con i figli prima ancora della sentenza di separazione. Non a caso, le stesse femministe riconoscono che il grosso delle accuse di violenza domestica vengo formulate nel corso del procedimento di separazione e divorzio: si tratta quasi sempre di accuse strumentali all’ ottenimento di vantaggi e alla separazione del padre dai figli. L'ambiente più pericoloso per i bambini è la casa di una donna separata o sola. Non solo, secondo il rapporto del Justice Department degli USA per il 1994 il 55% dei bambini uccisi sono vittime della propria madre, mentre al padre è ascrivibile una percentuale minima, gli altri sono vittime di estranee o estranei.

Notizia tratta da Washington Times, December 9, 2001.