Sabato, 23 Ottobre 2021

Stupratori o baby-sitters?

La voce della grande madre.

Stupratori o babysitters?

"Gli stupri provocano più vittime dei tumori". Bresciaoggi, 5/11/99. Pagina 4. Sopra il titolo: Donne e violenza. "Bari. Lo stupro ammazza più del tumore: per le donne tra i 15 ed i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità ancora più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra. E' attorno a questa statistica sconcertante che si sviluppa in questi giorni a Bari un seminario organizzato dal Consiglio d'Europa e dedicato alla violenza contro le donne, dall'abuso domestico alla riduzione in schiavitù". L'articolo è abbastanza lungo (una colonna di mezza pagina), ma la parte del leone la fanno i dati:"Secondo dati delle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale, ogni giorno una donna su cinque in Europa subisce violenza e il 20% delle donne del mondo ha subito violenze fisiche o sessuali. "Le donne più soggette alla violenza" ha detto l'On. [Elisa] Pozza Tasca (e non si capisce se relativamente a tutta l'Europa), "sono le casalinghe (34,3%) residenti nelle regioni settentrionali dell'Italia (37,2%), sposate (48%) e con figli (78%)".

LA RISPOSTA DEI MASCHI SELVATICI

dati statistici seri, ovviamente, hanno dimostrato e dimostrano una realtà ben più complessa. La WHO, World Health Organization, nella pubblicazione: The World Health Report 1999, dà i seguenti dati (disponibili qui): Nei Paesi che fanno parte della WHO le donne morte per tumore sono state - nel 1998 - 3.168.000 (pari al 12,4% del totale delle morti); le donne morte per omicidio e violenza (ovviamente non riconducibile esclusivamente a stupro) sono state, nello stesso periodo, 153.000 (pari allo 0,6% del totale). Il dato non disaggregato tra maschi e femmine, per la sola Europa registra, per lo stesso anno, 1.802.000 decessi per tumori, mentre i decessi per omicidio e violenza (anche qui ovviamente non riconducibili al solo stupro e riguardanti sempre sia maschi che femmine) sono stati 65.000. Su questo tema della "violenza maschile", e a conferma del suo carattere immaginario, vale la pena di citare il quotidiano "La Repubblica" dell'11/11/99 che, con un articolo a tutta pagina, ripropone il tema delle agenzie di babysitter americane che per salvarsi dal crollo di fiducia delle clienti per i sistematici, diffusissimi e talvolta letali pestaggi delle babysitter donne verso i bimbi loro affidati, si sono rivolte ai maschi per non chiudere l'attività. A tal fine spingono il "prodotto" babysitter maschio in quanto più affidabile, sereno, equilibrato, divertentemente attivo e soprattutto privo di violenza verso i piccoli. Le statistiche giornalistiche fino a qualche mese fa parlavano di un sesso femminile a coefficiente di violenza zero; statistiche opposte invece per i maschi su cui si basava, tra l'altro, la loro esclusione da queste funzioni perchè naturalmente violenti. E dunque: stupratori o babysitter? Forse un po' più di rispetto per tutti - dato la terribile tragicità degli argomenti in questione, che meritano davvero il massimo della considerazione - sarebbe opportuno.