Sabato, 23 Ottobre 2021

Alienazione parentale (P.A.S.)

Prendo spunto da quanto affermato recentemente dal Papa sull’ indissolubilità del matrimonio

e sugli effetti devastanti che le separazioni ed i divorzi provocherebbero nella società civile per esprimere alcune considerazioni, e chiudere con un suggerimento.
Innanzi tutto posso confermare, se ce ne fosse bisogno, che le separazioni ed i divorzi provocano effetti devastanti (non si possono eliminare, ma si può operare per evitare conseguenze devastanti).
Quanto poi all ‘appello all’obiezione di coscienza rivolto ai giudici ed avvocati, ritengo che i vari commenti riportati dai media siano di parte: ognuno porta l’acqua al proprio mulino!
A mio giudizio sarebbe opportuno chiedere a giudici ed avvocati di fare un passo indietro, nel senso che una nuova normativa dovrebbe togliere loro la competenza sulle separazioni e divorzi (tranne che per questioni strettamente penali e/o patrimoniali), per portarla fuori dalle aule dei tribunali ed affidarla a luoghi di mediazione dove prevalga l’ essere genitori sull’ essere ex-coniugi in guerra.
Per istituzione, i tribunali sono i luoghi del litigio e gli avvocati sono i professionisti del litigio.
E’ accettato da tutti come conseguenza di una separazione che i bambini perdano un genitore (nel 92% dei casi è il padre, ed è incomprensibile che a prendere questa decisione siano proprio giudici ed avvocati in larga maggioranza genitori-padri).
Sottrarre un figlio ad un genitore (padre o madre che sia) è un atto (delitto) gravissimo, disumano, paragonabile per certi versi alla deportazione .
E’ giusto che anche la situazione dei padri (normalmente ignorati, se non penalizzati) sia presa in maggior considerazione e non più sacrificata tout court a favore della madre, in nome dell’ interesse dei minori (agendo in questo modo si tutela l ‘interesse dei minori?).
Credo che i genitori dovrebbero avere pari dignità e opportunità (stessi diritti e doveri) nei confronti dei figli, così come i figli dovrebbero continuare ad avere una vita serena con entrambi i genitori.
Gli effetti devastanti della separazione sui figli e sul genitore non affidatario sono stati studiati, catalogati e riconosciuti in una sindrome .
Si è affacciato da poco nella letteratura psicologica italiana il parametro concettuale della sindrome da alienazione genitoriale (Parental Alienation Sindrome - P.A.S.) che nasce quando uno dei genitori si serve consciamente o inconsciamente del conflitto di lealtà per influenzare il bambino in modo che rifiuti l’ altro genitore o interrompa il rapporto con esso.
Così definita per la prima volta dallo psicologo forense Richard Gardner (1985; 1987; 1989; 1992), è stata oggetto di interesse della sezione di diritto di famiglia dell Ordine degli Avvocati degli Stati Uniti (ClaWar, Rivlin, 1991) e di recente rassegna da parte dell ‘autorevole American Journal of Forensic Psychology (Rand, 1997a; 1997b).
La P.A.S. è definita da Guglielmo Gullotta, Professore universitario di Psicologia Giuridica all Università degli Studi di Torino, in un articolo pubblicato sul n° 4 dei Quaderni Pianeta Infanzia , come il comportamento di uno o più figli che nel contesto del conflitto intergenitoriale diventa ipercritico e denigratore nei confronti di uno dei genitori perché l’altro lo ha influenzato in questo senso indottrinandolo adeguatamente. Alcuni autori (Clawar, Rivlin, 1991) parlano anche di “bambini programmati” o ai quali è stato effettuato il lavaggio del cervello (brainwashed children).
Conoscere e riconoscere la sindrome significa smascherare il genitore programmatore ed inibire il comportamento e l’uso delle tecniche che consentono di condizionare i figli nei confronti dell’ altro genitore. Imperativo categorico è divulgare informazioni sulla PAS ! Proprio ora che il Parlamento si accinge a modificare la legge sull’ affidamento!
Maggiori informazioni si possono trovare sui siti:

www.geocities.com/childabduction/psicologi.html

www.geocities.com/childabduction/commentopas.html

Mi auguro in un prossimo futuro di trovare sul sito informazioni inerenti la PAS.

Ringrazio vivamente per l ‘ospitalità. Levrini Gian Lauro (MO) Caro Gian Lauro, completamente d’accordo sulla necessità che lo Stato e le sue istituzioni giudiziarie facciano un passo indietro nell’amministrare e intervenire nelle vicende dei coniugi in difficoltà, soprattutto in presenza di figli. Curiosamente, lo Stato è arretrato in molti servizi pubblici, ma si è fatto sempre più invadente nell’amministrare la vita privata. A questo siamo assolutamente contrari, sia in nome della spontaneità che caratterizza la nostra visione “selvatica”, sia perché la moltiplicazione di interventi ed operatori giudiziari allontana gravemente dall’istinto e, soprattutto, dall’istinto di protezione e tutela verso i più deboli, cioè i bambini.
Per fortuna, ci sono anche segni contrari. Come il diffondersi, non solo presso i cattolici, ma anche fra i libertari della rivista Enclave (ed altri), dell’idea di un matrimonio indissolubile, cui non potrebbero dunque venire applicate le norme sul divorzio, per chi lo preferisce così.
Per quanto riguarda l’importantissima Pas, tu, con la tua preziosa lettera, hai già ottimamente informato i naviganti selvatici che passano di qua. Se hai voglia, potresti tu stesso tornare sull’argompento, ampliandolo d’accordo con la redazione, per la nostra sezione “Padri” , che ha un gran bisogno di collaborazioni e approfondimenti. Scrivici ancora, che andiamo avanti.

I Maschiselvatici