Sabato, 23 Ottobre 2021

Anche le donne uccidono, ma la colpa è di lui

La bugia del soffitto di cristallo 

Ave selvatici!
Doveva accadere. Prima o poi doveva accadere. L'ennesimo litigio familiare conclusosi in un lago di sangue. Questa volta pero' a calcare il palcoscenico come Johnny Depp in Jack lo squartatore non v'è un uomo ma bensì una "tanto gentile ed onesta" donna.
Bene, non mi stupisco di quanto accaduto! Molti di voi sicuramente avranno saputo o magari assistito ad atti di mogli, compagne, ragazze violente che spesso con atti di sottomissione psicologica hanno infierito sui rispettivi compagni. Sta volta pero' è accaduto qualcosa di più grave. Elena Smeraldi è passata dalle parole ai fatti; e siccome la violenza non è solo prerogativa maschile ha pensato di anticipare il marito colpendolo prima e poi finendolo senza nemmeno la pietà che si riserva talvolta al più lurido dei mascalzoni.
Pur volendo credere alla donna che dice di aver subito nel passato dei malmenamenti ed al limite volendo anche comprendere l'accaduto riesce molto difficile giustificare un tale atto.
Bizzarra la contrapposizione che fa l'autore dell' articolo verso la fine sulla condizione lavorativa dell' uomo quasi a voler ancora una volta sottolineare la capacità e la superiorità della donna, imprenditrice questa volta, sul violento disoccupato. La guerra fra i sessi continua ed ahimè non solo a livello mediatico.

Alessandro

Uccide il marito: "Era violento"

Palermo, colpito con una statuetta .Un uomo è stato ucciso nella sua camera da letto in una villetta in una zona isolata della borgata palermitana di Cruillas. Giuseppe Locicero, 47 anni, piccolo imprenditore che sino a qualche tempo fa risiedeva a Roma, è stato colpito all'addome con una statuetta. I carabinieri hanno trovato tracce di sangue in altri due ambienti della casa. Interrogata, la moglie ha confessato: "Era un uomo violento" ha detto Elena Smeraldi.
Elena Smeraldi, 51 anni, ha ucciso il marito colpendolo con una statuetta della Pietà di Michelangelo al termine di una lite familiare. E' stata la stessa moglie ad avvertire le forze dell'ordine. "Non ce la facevo più - avrebbe detto ai carabinieri – Mi picchiava sempre ed era violento. Ho iniziato a colpire mio marito con la statuetta di porcellana perché lui mi voleva accoltellare". "E io - dice lei - mi sono difesa".
L'uomo, con precedenti penali, aveva un figlio 13enne che non era presente al momento dell'omicidio. La vittima è stata finita con un coltello da cucina e con una statuetta in marmo, oggetti che sono stati trovati nell'abitazione e che sono stati sequestrati dai carabinieri.
Giuseppe Locicero da qualche tempo non lavorava, mentre la moglie, Elena Smeraldi, è titolare diuna piccola impresa di pulizie con sede a Palermo.

 


Caro Alessandro,

Uccide il marito. Era un violento
Uccide la moglie, è un violento

Cambiano solo il tempo del verbo e la punteggiatura, ma la sostanza rimane la stessa. La guerra fra i sessi ha un colpevole a priori, violento perché disoccupato o perché detentore del potere economico. Pietà umana a parte, identica per tutte le vittime, e al di là delle solite strumentalizzazioni mediatiche, c’è da riflettere sul malessere che ci colpisce tutti, uomini e donne. Come scriviamo nella risposta ad un precedente messaggio, sembra che ci stiamo avviando ad una guerra di tutti contro tutti. Una guerra civile in piena regola della quale gli omicidi sono solo l’aspetto più appariscente ma che si combatte su ogni terreno. Sul fatto che una delle cause risieda nell’omologazione fra i sessi, con la conseguenza che ormai la competizione si svolge su un terreno comune per gli stessi obbiettivi, abbiamo già scritto.
C’è però anche un altro aspetto, connesso al primo ma non identico. Nella società moderna sono spariti gli spazi comunitari, quelli in cui una rete parentale ed amicale funzionava da camera di compensazione e di mediazione dei conflitti, in cui le frustrazioni ed i problemi individuali potevano “essere detti” , trovare ascolto e consiglio, depotenziandone la loro valenza esplosiva.
Pensiamo al fitto parlottare fra donne, o al più silenzioso ma non per questo meno comunicativo stare insieme fra uomini. Non si tratta di idealizzare il passato, ma di constatare i risultati di un processo che ha investito il modo di vivere i rapporti umani di noi tutti. Dalla comunità organica, col connesso concetto di famiglia estesa, si è passati alla famiglia mononucleare e da questa, ormai, all’individuo singolo come inizio e fine di tutto.
La conseguenza è la solitudine, nella quale i pensieri negativi si avvitano su sé stessi ed ogni tanto esplodono in azioni distruttive. Stiamo pagando a caro prezzo una concezione di libertà individuale astratta, che recidendo il legame comunitario che le dava si un limite ma anche un senso, espone tutti a pericoli di regressione.
Le esplosioni di violenza individuale e le suggestioni ipnotiche di massa ne sono sintomi.

I maschiselvatici