Domenica, 16 Gennaio 2022

Chi va a puttana è un criminale?

Ho visto alla televisione l'ennesima pagliacciata di don Oreste Benzi (ormai lo trovi in tutte le salse,si vede che fa audience invitarlo) , che come al solito non ha lesinato commenti al vetriolo sui '...maschi depravati,vitelloni impenitenti che sfruttano queste povere creature per soddisfare i loro appetiti bestiali...' .Nessuno di noi approva lo squallido mercato della prostituzione,su questo non ci piove,ma mi sono rotto i coglioni di sentire queste filippiche contro chi,magari è costretto ad andare per strada perchè al giorno d'oggi nessuna donna 'normale' lo caga,magari perchè è grasso o povero ecc. ecc. Mi sono anche rotto le palle di questa mentalità CASTRANTE (ma forse da un prete non c'era da aspettarsi altro) che dilaga da ormai troppi anni in Italia,attribuendo agli uomini ogni colpa (se fanno sesso perchè sono porci,se non lo fanno perchè sono eunuchi,è sempre tutto sbagliato ciò che facciamo).Adesso basta perchè mi sto facendo ancora una volta il sangue cattivo.


Valeriano Peccini-Mantova


Caro Valeriano,
sembra proprio che il genere maschile sia diventato oggetto di un implacabile tiro al bersaglio senza che chi spara le accuse si curi minimamente della loro coerenza. Non che tutti gli appunti rivoltici siano falsi, ma quello che è davvero intollerabile è la loro contraddittorietà. Al tuo esempio se ne possono aggiungere molti altri. Se un uomo non vuole un figlio è un egoista, se si oppone all'aborto della compagna è un prevaricatore dei diritti femminili, se ha una passione sua che lo porta fuori casa è un inaffidabile farfallone, se dopo una giornata di lavoro ama stare in casa a leggere o guardare la Tv è un pantofolaio, se vuole il successo è un arrivista, se se ne frega della carriera uno privo di ambizione, e così via.
Il problema che si pone è come porsi di fronte a questo diluvio. Di questo passo o i maschi finiranno psicologicamente annientati oppure la loro frustrazione esploderà in una rabbia incontrollata. I sintomi già si scorgono. Da una parte aumentano le manifestazioni di violenza anche omicida, dall'altra crescono i "pentiti". Quei maschi cioè che si genuflettono di fronte a qualsiasi sciocchezza, purchè detta da una donna, nel tentativo di ingraziarsela. Speranza vana, chè le donne nel loro profondo amano i maschi forti e indipendenti , che sappiano contenere e dare una cornice alla loro "dualità".
E’ importante imboccare una nuova strada, perchè un maschile ferito è sinonimo di "terra desolata", per tutti. Il nostro sforzo è di ridare al genere maschile una identità forte e salda, estranea sia al buonismo "politically correct" che uccide l'anima maschile rinnegandone gli istinti più profondi e vitali anzichè assumerli ed integrarli come feconda energia trasformatrice del mondo, sia al machismo di facciata che a quegli stessi istinti si abbandona in modo del tutto inconsapevole facendosene sopraffare.
E' questo il senso dell' entrata nel bosco, di un viaggio alla ricerca del proprio sè che ci consenta di essere in contatto ed in sintonia sia colle forze della natura incontaminata, sia col sacro, col trascendente che tutto presuppone.
Il selvatico, diceva Leonardo Da Vinci, è colui che "si salva" e salvandosi, aggiungiamo noi, salva il mondo. Del maschile, di colui che da forma alla materia e la tras-forma, non si può fare a meno, se non si vuole che il deserto ci circondi.
Quanto a Don Benzi ci sembra che la sua battaglia per riscattare le donne che veramente sono schiave, si sia ormai trasformata in una ossessione antimaschile di tale intensità che uno psicologo potrebbe trarne spunti d'analisi interessanti. Non dobbiamo però commettere l’errore di generalizzare. Fra i preti, come in tutti gli ambienti, esistono personalità differenti,e più che prendersela con lui c’è da sottolineare che i media non offrono mai o quasi un punto di vista diverso.

I maschiselvatici