Martedì, 15 Giugno 2021

Dispari opportunità per legge

Ciao a tutti,

purtroppo ultimamente non riesco più a seguire questo sito con regolarità ma spero che stiate proseguendo il vostro "lavoro" perché ce n'è veramente bisogno. Infatti volevo parlare con voi dei corsi (o master) finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dalle varie regioni, che hanno la particolare caratteristica di essere riservati esclusivamente alle donne! Prendo in esame un caso particolarmente significativo: l'Università degli Studi di Verona sta organizzando un Master universitario di primo livello "finanziato dalla Regione del Veneto con il contributo del Fondo Sociale Europeo
“ Obiettivo 3 - Misura E1 (pari opportunità)".
Il bello viene adesso! Appena sotto si legge "L'iscrizione al Master è riservata alle sole studentesse, nell'ambito delle iniziative comunitarie per le pari opportunità": potremmo considerare questa frase molto divertente se non pensiamo alla discriminazione "maschile" che mette in atto!
La prima domanda che mi/vi pongo è questa: ma è costituzionale organizzare dei Master utilizzando dei soldi pubblici e impedire a tutte le persone di sesso maschile la possibilità di parteciparvi? Io non sono un uomo di legge, ma questo fatto non è in evidente contrasto con l'articolo 3 della nostra Costituzione:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."? Nessuno dice nulla se i corsi sono riservati alle donne, ma se invece fossero riservati solo agli uomini? O solo ai musulmani?
Infine un'altra breve considerazione sulla frase riportata: seguendone la logica (ferrea) si evince che i corsi riservati esclusivamente ad una parte (le studentesse), garantiscono le pari opportunità, quelli invece che sono aperti a tutti, discriminano! Questa è bella.
Mi piacerebbe sentire la vostra opinione.
Buona settimana

Sandro


Caro Sandro,
la nostra opinione coincide con la tua. Per superare una supposta discriminazione pratica si introducono norme discriminatorie in sé. Invece di operare sul piano culturale e pratico si preferiscono scorciatoie legislative che sanciscono anche sul piano teorico una discriminazione in senso opposto.
E siccome non possibile che fior di giuristi non se ne rendano conto, allora è la "politica" che fa strame del diritto. Ormai non ci meravigliamo più, ma continuiamo lo stesso il nostro lavoro con moltiplicata passione, convinti della giustezza delle nostre idee.

I maschiselvatici

[06 aprile 2005]