Venerdì, 30 Settembre 2022

Il padre: mancanza di padre

Mancanza di padre 

Sono una giovane donna di 30 anni, non sono ancora madre ma sono tutt'ora figlia di un padre che, sfortunatamente, ho visto molto poco durante la mia infanzia.
I miei genitori non sono separati ma per un motivo ancora più ingiustificabile (lavoro!).
Per i miei primi 20 anni di vita ho visto mio padre solo due giorni a settimana!...anche d'estate...
Ora sono dieci anni che io sto cercando di recuperare un rapporto che era stato solo abbozzato...
E’ difficile! io sono grande e lui si è invecchiato (ci separano 43 anni)...
Io adoro mio padre e lui stravede per me...ma nessuno mi potrà restituire l'infanzia e l'adolescenza perdute per sempre per l'incolmabile mancanza della presenza di mio padre!
Nessuno restituirà a me la freschezza degli otto anni o le problematiche dei sedici...
Nessuno restituirà a lui la forza dei quaranta anni e la lucidità dei cinquantacinque....
Ci amiamo ma manca un tassello...introvabile...per sempre!
Ivana Guidone


Cara Ivana,
le tue accorate parole valgono più di mille saggi teorici, perché vengono dall’anima e all’anima sono dirette.
Duro destino quello del padre. Presente, “deve” ferire i figli per amore, per farli diventare adulti e autonomi, da assente la ferita che imprime loro non si rimargina. E la verità è che ormai da decenni (ma il processo dura da secoli) i padri sono stati dapprima rapiti ad un autentico rapporto coi figli da una organizzazione della società che ha richiesto loro di essere principalmente produttori di reddito, poi sono stati emarginati sul piano culturale e legislativo come ferrivecchi, tanto da autoconvincersi di essere inutili o dannosi ed abdicare del tutto alle loro funzioni Paterne. Intere generazioni sono state così devastate e sono ora alla ricerca disperata, struggente, a volte anche rabbiosa, del Padre.
Ci sono però alcuni segnali incoraggianti. Proprio a partire dagli Stai Uniti, laddove i padri che vivono coi propri figli si avviano ormai ad essere una minoranza, ma anche da noi, si sta facendo strada la consapevolezza che senza padre la vita muore, in tutti i sensi.
Qualcosa quindi si può fare, e noi, colle nostre iniziative, lo stiamo tentando. E’ certo però che per rimediare ci vorrà tempo e soprattutto un cambiamento profondo nel modo di essere di questa società, per restituire identità alle persone e senso alla vita, confiscati nell’ ossessione della produzione e del consumo di oggetti.
Anche sul piano personale si può fare qualcosa, come padri e come figli. I tasselli mancanti non potranno più ritornare al loro posto, è vero, e la ferita ti accompagnerà tutta la vita. Ma puoi fare in modo che non sanguini più. Puoi fare in modo di riuscire a guardarla come qualcosa che fa parte di te ma che appartiene al passato e non ti impedisce di vivere. E soprattutto puoi riuscire a guardarla abbracciata al tuo vecchio padre. Te lo auguriamo di cuore.

I maschiselvatici