Domenica, 27 Novembre 2022

Inquinamento da ormoni femminili

C'è una specie di muro di gomma di omertà sul calo anno dopo anno del Testosterone nel sangue degli uomini (oltre che degli animali) ad opera dell'inquinamento da sostanze estrogeniche provenienti dalla plastica e non solo da essa.

Molta gente ha preso coscienza, perché costretta a servirsi della fecondazione artificiale, che gli spermatozoi degli uomini sono ormai la metà di quelli di 50 anni fa, ma non sa che negli ultimi 25 anni le malformazioni congenite dei genitali maschili sono raddoppiate.
I tumori dei testicoli inoltre negli ultimi 30 anni sono aumentati del 45%.
L'inquinamento da ormoni agisce fin dal periodo fetale e incide sulla funzionalità dei testicoli del feto e quindi sulla produzione di testosterone e perciò sull'accrescimento ormonale dei giovani.

La lunghezza del pene dei giovani attuali per esempio è inferiore a quello dei giovani di cinquanta anni fa.

Il testosterone faceva la differenza nelle materie scientifiche, ma adesso le donne primeggiano anche in queste materie.
I bambini maschi sono maggiormente colpiti dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività, dalla sindrome di Tourett, da paralisi cerebrale e dalla dislessia.
I bambini maschi hanno quattro volte più probabilità di essere autistici.

Ma non ci sono problemi solo per i giovani. C'è un calo continuo, anno dopo anno, del testosterone di tutti i maschi umani con tutte le conseguenze relative ("Massachussetts Male Aging Study" pubblicato dal Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism), hanno osservato che ultimamente, ogni anno sparisce dall'organismo maschile circa l'1.2% del testosterone. A questa ricerca si aggiunge lo studio condotto nel 2006 dall’Università di Turku, in Finlandia: le analisi del sangue meticolosamente condotte
non solo comfermano la tendenza, ma scoprono che colpisce anche i giovani. I
trentacinquenni hanno perso il 20% del testosterone rispetto ai loro padri.

Il calo degli ormoni comporta modificazioni della composizione corporea (massa
grassa che aumenta, massa magra che diminuisce), la diminuzione della forza muscolare, la riduzione della densità minerale dello scheletro (osteopenia e osteoporosi), la riduzione dei globuli rossi (anemia), le turbe delle funzioni cognitive (capacità di attenzione e di memorizzazione) e del tono dell'umore (depressione), la diminuzione della libido e dell'efficienza delle prestazioni sessuali. I vecchi medici di famiglia ancora sanno che l'osteoporosi è solo delle donne ed invece un terzo dei malati sono uomini. Questo trend va aumentando in misura maggiore di quanto indicherebbero le previsioni legate all'invecchiamento della popolazione. Tutti questi fattori che colpiscono prevalentemente i maschi hanno anche effetto sulla vita media e infatti attualmente la vita media dell'uomo è inferiore a quello della donna.
Infine: Le nascite di femmine stanno aumentando rispetto alle nascite di maschi.
Le associazioni ecologiche stanno a preoccuparsi della estinzione delle balene e non si accorgono che sta sparendo il maschio umano!
I dati li ho tratti da:
http://www.environmenthealth.org . Digitando separatamente: environment e health si potranno trovare i risultati delle ricerche effettuate dalla commissione istituita dalla Unione Europea dedicata al tema ‘Ambiente e salute’.
Su: http://www.governo.it/biotecnologie/documenti/interferenti_endocrini.pdf si troverà quella italiana.
Altro materiale si potrà trovare cercando per esempio le voci:
xenoestrogeni, endocrine disrupter, inquinamento e ambiente ecc..

Le sostanze ad azione simile agli ormoni femminili immesse nell'ambiente negli ultimi 60 anni sono circa 90 mila e continuano a crescere ogni giorno, alcuni sono ora vietati ( DDT, ftalati, atrazina, diossina ma ancora nell'ambiente), altri ancora in uso (parabeni in cosmetica), poi ci sono i prodotti della combustione di inceneritori, centrali a carbone e traffico, il Bpa o bisfenolo A del policarbonato delle bottiglie di acqua minerale e dei biberon, molti anticrittogamici ed anche dei composti naturali come i fitoestrogeni. L'elenco è infinito: non esiste la possibilità di sfuggire.
Recenti studi fatti da scienziati che lavorano nel nuovo campo della "analisi dell'esposizione", sono giunti alla conclusione che le nostre case ci espongono ad un più grave inquinamento di quello che avremmo nelle discariche di rifiuti, discariche di
materiali pericolosi oppure delle ciminiere. Infatti, le nostre case sono oggi talmente sature di sostanze chimiche che i rischi per la salute da questi inquinanti domestici sono molto più grandi di quelli che si presentano nel mondo esterno. Li usiamo per pulire. Le troviamo nelle nostre pareti e nei mobili. Le spruzziamo sugli insetti,sulle
piante dei giardini. Le trasportiamo dentro le nostre case con le nostre scarpe e le spargiamo quando camminiamo sui nostri tappeti. Sono nei nostri giocattoli, nelle nostre tendine della doccia, nei nostri vestiti, nelle bottiglie per l'acqua e nei biberon che usiamo per il latte dei bambini e le loro pappe. Sono nelle televisioni che guardiamo e in alcuni nei computer che ci intrattengono. Il risultato è che l'ambiente della casa familiare è diventato una ricca minestra di inquinanti che girano tutti insieme dentro i nostri stretti spazi personali.
Infine un’altra significativa ricerca sulla durata media della vita di maschi e femmine. Se gli uomini vivono meno delle donne non è dovuto a motivi biologici, ma a fattori esterni: il loro stile di vita (alcool, fumo, guida spericolata), agli incidenti sul lavoro, le guerre ecc... Eliminando questi fattori, come ha dimostrasto Marc Luy, un sociologo dell'Univesità di Rostock studiando i conventi (l'unico luogo al mondo dove le condizioni di vita di uomini e donne sono identiche), si scopre che la vita media di uomini e donne è pressappoco la stessa: http://www.klosterstudie.de/index-Dateien/english_guide.htm
Questo divario poi, a partire dagli anni cinquanta, è aumentato, ovviamente per il bombardamente massiccio da parte degli interferenti endocrini,

Salvatore Musumeci

 

Caro amico,
i dati che ci mandi sono impressionanti. Ci raccontano che, contrariamente a quello che ogni giorno siamo costretti a leggere ed ascoltare sui media, il nostro “non è un mondo per maschi”.
La cosa a nostro parere più tragica e “inspiegabile” è che questa società intrinsecamente avversa al genere maschile tanto da aver creato le premesse della sua estinzione, è stata edificata dai maschi stessi, che sembra non si rendano conto di essersi infilati in una trappola mortale. Insomma quasi un suicidio di massa, di cui, però, non saranno certamente le donne a beneficiarne. Particolarmente significativo è anche l’ultimo dato che ci fornisci. Dunque, le minori aspettative di vita dei maschi non sono dovute a fattori genetici come trionfalmente scrivono i sostenitori della superorità biologica femminile, ma a fattori ambientali e quindi “culturali”. Ed infatti, per quel che è dato sapere, anche nel mondo pre-industriale le aspettative di vita fra maschi e femmine erano all’incirca le stesse.
Tutti questi dati ripropongono l’esistenza anche a livello organico oltre che psichico, di una Questione Maschile, tanto gigantesca quanto rimossa e nascosta. Si parla sempre di una questione femminile, di “pari opportunità”, di “soffitti di cristallo” e così via. Ma quale minore opportunità di quella di uno stile di vita che penalizza i maschi in ciò che è più essenziale, ossia della stessa vita fisica? Nessuno ne parla perché la menzogna di una “inferiorità” biologica maschile è stata ormai introiettata dalla cultura dominante tanto da apparire perfettamente “normale”. Tanto normale che, come abbiamo scritto sul blog nell’articolo “Gender Gap’”, la parità fra maschi e femmine è considerata quella per cui la vita dei primi è inferiore di circa cinque anni a quella delle seconde. In questa ottica distorta e distorsiva una parità reale e concreta viene considerata come “svantaggio” femminile, contro ogni logica e ogni buonsenso.
Non crediamo che l’attuale tendenza si protrarrà davvero fino al definitivo annichilimento del maschile. La vita trova sempre la strada per reagire alle minacce che le vengono portate. Ma poiché niente è scontato, nessun errore sarebbe più tragico che la sottovalutazione della questione che poni.
Ben vengano dunque le denuncie come la tua. E ben venga la maggior divulgazione possibile di quei dati. Perché come gli uomini sono autori della propria autodistruzione, così solo gli uomini potranno trasformare gli stili di vita attuali e imboccare la strada della rinascita.
I maschi selvatici