Domenica, 27 Novembre 2022

L'identità maschile fra palestra e natura

Salve Maschiselvatici. Avrei un quesito da sottoporvi.

La dimensione fisica, del corpo, è importante per l'identità maschile. Ma cosa vuol dire esattamente? La mia perplessità nasce dalla frequentazione delle palestre, veri e propri serbatoi di noia e di ridicole passerelle . Possibile che sia quella la dimensione "corporea" del maschile? Rifletto su questo perché mi trovo come sospeso tra due fuochi: da un lato andare in palestra potrebbe essere qualcosa che mi gratifica ( oltre al benessere fisico che se ne trae ) ma dall'altro mi manca come una dimensione "spirituale" dell'attività fisica. Sollevare dei pesi e specchiarsi continuamente mi sembra abbastanza insignificante. Grazie.

Alberto


Caro Alberto,
la tua perplessità è giustificata da quello che accade, non sempre però, nelle palestre. L’idolatria del corpo scolpito, dei centimetri di bicipite per i quali si assumono anche farmaci anabolizzanti con gravi danni collaterali, non è affatto la dimensione corporea del maschile. E’ piuttosto, e il continuo specchiarsi ne è dimostrazione, una manifestazione di narcisismo infantile.
La palestra e l’attività fisica possono però essere vissute anche molto diversamente. Per il piacere del sudore e della fatica, per sentire il corpo che progressivamente diventa capace di sopportarla e di rispondere agli stimoli a cui è sottoposto. Il corpo, insomma, non come fine ma come mezzo, come strumento che ben padroneggiato contribuisce alla salute psichica di un uomo, nel senso di farlo sentire più capace di rispondere alle aspettative che le società hanno sempre riposto sul genere maschile, di difesa e di protezione del territorio e del gruppo delle donne e dei bambini, di guida psichica e spirituale. “Mens sana in corpore sano”, recitava una frase latina. Oggi la vita è cambiata, quelle esigenze sono venute in gran parte meno, ma non così il loro valore simbolico che rimane radicato nella psiche profonda, maschile e femminile. Per un uomo, quindi, sentirsi in sintonia col proprio corpo nel senso descritto sopra assume valenze ben più importanti della quantità di muscoli da esibire e delle sue stesse dimensioni assolute.
Frequenta dunque tranquillamente la palestra, magari scelta fra quelle meno battute dai narcisi, se senti che ti dona benessere psichico e fisico. Meglio ancora la pratica di un’arte marziale, dove il controllo del proprio corpo, dei suoi movimenti e delle sue reazioni è fondamentale e dove, in luogo del narcisistico specchio, ci si trova davanti un altro uomo col rischio di trovarsi il naso spaccato, ed è quindi una prezioso esercizio di educazione dell’aggressività ed anche di lealtà sportiva. Oppure inizia a praticare l’alpinismo. Neanche la natura è narcisa, mette anzi di fronte a se stessi ed ai propri limiti, dando la possibilità di misurarsi e di superarsi. Ci sono pagine bellissime e drammatiche scritte da grandi alpinisti che nella montagna hanno cercato e trovato, anche nei drammi che li hanno coinvolti, quella spiritualità ostacolata dagli artifici della vita moderna.
Naturalmente non importa diventare grandi alpinisti, importa lo spirito con cui si va in montagna, che contempla anche l’umiltà della rinuncia.

I maschiselvatici

[19 ottobre 2006]