Sabato, 23 Ottobre 2021

Giugno 2006 rifugio Elena, Mappe di ghiaccio – guida alla cartografia poetica (con M. Meschiari)

ghiacciaio

 

Ghiacciaio del Pré de Bard - Rifugio Elena (2062 m) - Val Ferret (Courmayeur, Aosta)

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Cosa vuol dire fare la mappa poetica di un luogo? In che modo fare una mappa poetica ci può riavvicinare al selvatico?

Dalle mappe graffite della Valcamonica alle mappe di canne e conchiglie dei navigatori dell’Oceania, fare cartografia significa anzitutto tradurre la realtà concreta in simbolo, significa trasformare lo spazio fisico in un’idea di spazio che ci aiuta a muoverci nel mondo.

Più che alle fotografie satellitari o alle elaborazioni informatiche, bisogna pensare a quelle geografie dell’esperienza, dei cinque sensi, che permettono di orientarsi nello spazio e nel tempo, fuori e dentro di noi.

Gli Aborigeni australiani dipingevano cortecce con motivi animali. Non erano solo racconti mitici, erano al tempo stesso le mappe del loro territorio ancestrale: una fusione perfetta tra geografia e cosmogonia, tra sentiero e racconto.

Dopo aver imparato a camminare e immaginare un luogo, la ricerca del selvatico deve passare al racconto: raccontare un luogo significa tentare di rispondere a una serie di do-mande cruciali: Dove sono? Da dove vengo? Dove vado?

La mappa poetica è dunque il racconto congiunto della storia di un luogo e della storia di noi in quel luogo. A mezza via tra spazio concreto e spazio mentale, tra azione poetica e gesto artigianale, la cartografia poetica è un modo concreto per situare il mondo selvatico e per situarsi in esso.

Ma come tradurre il paesaggio in un sistema di simboli, di parole, di racconti?

Ai limitari del Ghiacciaio del Pré de Bard, su di esso, dentro di esso, cominceremo questo esercizio di traduzione, chiedendo aiuto al nostro intuito poetico, alla glaciologia, all’etnologia.

Faremo liste di immagini, di parole, di simboli, di emozioni, e ognuno costruirà la propria mappa: una traccia visibile del suo passaggio sul ghiacciaio, un indizio personale e uni-versale ad uso dei camminatori futuri.

Fare cartografia poetica significa riconoscere e dire il selvatico per chi, sul ghiacciaio, non c’era. La selvaggina non va solo sognata e cacciata. Va portata al villaggio con generosità.

 

 

ghiacciaioDati tecnici:
Il Rifugio Elena è un rifugio storico, situato a 2062 m. sul livello del mare, su uno dei più bei balconi in vista del Massiccio del Bianco. Aperto dal 15 giugno al 15 settembre, ha una capacità di 128 posti. Immaginando di fare la gita guidata poco dopo il 15 giugno, l’afflusso turistico sarà irrisorio, e l’ambiente naturale sarà a uno stadio ancora pre-primaverile. Fa-cilmente raggiungibile, il ‘campo base’ dista una quarantina di minuti a piedi da un par-cheggio a cui si arriva in auto (con permesso) o in bus (a pagamento).

Itinerario: Uscita A5 di Courmayeur, proseguire fino a Entrèves, imboccare la strada della Val Ferret da seguire fino ad Arnouva (1769 m.). Proseguire a piedi fino al Rifugio su facile sentiero.

[03 marzo 2006]